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01/01/2010
Vogata dell'Epifania

martedì 5 gennaio 2010 : Un'Epifania che non può che essere di buon auspicio. Il fuoco del falò in Golena San Massimo ha soffiato verso ovest : promette un anno buono! Gli Amissi sono usciti in barca, hanno fatto una visita guidata ai bastioni e festeggiato col vin brulè.
Categoria: Vogando e Svagando
Postato da: presidente




Il falò dell'Epifania, anche detto "pan e vin", è una manifestazione radicata localmente, identitaria veneta, ma che in realtà travalica le frontiere, con varie origini e motivazioni, che si perdono nella notte dei tempi. Il "pan e vin" non è il bruciare la vecia. Anzi, tutt'altro. Il falò degli Amissi non nasce come gesto di punizione della "strega". Sarebbe un crimine. La pratica del pan e vin o del falò è legata ad altre motivazioni, e rinunciare a porre il fantoccio della befana in cima al rogo è un omaggio alle donne.
Un interessante studio del benedettino Pelagio Visentin, raccolto dagli Amissi del Piovego nel libretto "I falò e l'Epifania" edito qualche anno fa, illustrava la genesi e l'evoluzione. Il fuoco è la rappresentazione della luce, l'uscita dalle tenebre dell'inverno. Da anni assistiamo, dopo un periodo di oblio, soprattutto nella provincia padovana, ad una ripresa del fenomeno del falò. Per l'importanza ora assunta dal fenomeno stesso sono state emanate delle disposizioni volte a garantire la sicurezza delle operazioni, memori di alcuni fatti gravi. Si sono levate anche perplessità di chi vede una ulteriore fonte di inquinamento dalla combustione di fascine e magari pure qualche copertone, buttato sconsideratamente all'interno delle pire.
Da decenni gli Amissi del Piovego organizzano il falò, di antica tradizione contadina, rilanciato a Padova, dove stava sparendo per la progressiva inurbazione e cementificazione di tutte le superfici agricole o comunque a verde. I terreni, d'inverno, sono infatti il luogo adatto al falò, in quanto privi di colture per la messa a riposo della terra. Offrono sterpaglie, vegetazione spontanea rimossa, rami degli alberi tagliati periodicamente. Il tutto diventa materia prima per il rogo. Oggi il pan e vin è anche la celebrazione sociale della speranza collettiva che la madre Terra ci possa dare da vivere anche per il futuro. L'ambientalismo diventa il fattore strategico di governo della società da oggi ai prossimi anni. Non a caso, dopo il summit mondiale a Copenhagen, anche il Papa ha dato risalto al tema dell'ambiente, nel suo messaggio per la giornata della Pace del primo gennaio: "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato". Tutti siamo responsabili della protezione e della cura del creato: questo è uno dei concetti richiamati in particolare dal Santo Padre.
Come cercano di fare ogni giorno nell'habitat della golena di San Massimo, gli Amissi del Piovego. Quest'anno 2010 ricorrono 30 anni dell'associazione padovana culturale e ambientalista di voga alla veneta. Con la luce del falò si celebra anche l'anniversario per la valorizzazione dell'ambiente fluviale cittadino.
Un interessante studio del benedettino Pelagio Visentin, raccolto dagli Amissi del Piovego nel libretto "I falò e l'Epifania" edito qualche anno fa, illustrava la genesi e l'evoluzione. Il fuoco è la rappresentazione della luce, l'uscita dalle tenebre dell'inverno. Da anni assistiamo, dopo un periodo di oblio, soprattutto nella provincia padovana, ad una ripresa del fenomeno del falò. Per l'importanza ora assunta dal fenomeno stesso sono state emanate delle disposizioni volte a garantire la sicurezza delle operazioni, memori di alcuni fatti gravi. Si sono levate anche perplessità di chi vede una ulteriore fonte di inquinamento dalla combustione di fascine e magari pure qualche copertone, buttato sconsideratamente all'interno delle pire.
Da decenni gli Amissi del Piovego organizzano il falò, di antica tradizione contadina, rilanciato a Padova, dove stava sparendo per la progressiva inurbazione e cementificazione di tutte le superfici agricole o comunque a verde. I terreni, d'inverno, sono infatti il luogo adatto al falò, in quanto privi di colture per la messa a riposo della terra. Offrono sterpaglie, vegetazione spontanea rimossa, rami degli alberi tagliati periodicamente. Il tutto diventa materia prima per il rogo. Oggi il pan e vin è anche la celebrazione sociale della speranza collettiva che la madre Terra ci possa dare da vivere anche per il futuro. L'ambientalismo diventa il fattore strategico di governo della società da oggi ai prossimi anni. Non a caso, dopo il summit mondiale a Copenhagen, anche il Papa ha dato risalto al tema dell'ambiente, nel suo messaggio per la giornata della Pace del primo gennaio: "Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato". Tutti siamo responsabili della protezione e della cura del creato: questo è uno dei concetti richiamati in particolare dal Santo Padre.
Come cercano di fare ogni giorno nell'habitat della golena di San Massimo, gli Amissi del Piovego. Quest'anno 2010 ricorrono 30 anni dell'associazione padovana culturale e ambientalista di voga alla veneta. Con la luce del falò si celebra anche l'anniversario per la valorizzazione dell'ambiente fluviale cittadino.
dal Gazzettino del 06.01.2010
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