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26/01/2010
Riapriamo il Naviglio alle Contarine
Giovedì 28 gennaio 2010 Sì è svolta ieri, presso le Porte Contarine, la conferenza stampa di presentazione dello “Studio di Fattibilità” per la riapertura del Canale Naviglio nel tratto Porte Contarine-Via Matteotti-Largo Europa.
Categoria: Cultura
Postato da: presidente
“Studio di Fattibilità”
per la riapertura del Canale Naviglio
nel tratto Porte Contarine-Via Matteotti-Largo Europa.
per la riapertura del Canale Naviglio
nel tratto Porte Contarine-Via Matteotti-Largo Europa.
conferenza stampa che ha avuto luogo MERCOLEDI' 27 GENNAIO 2010, ORE 11.00 alle
Porte Contarine - a monte, su Via Matteotti.
Porte Contarine - a monte, su Via Matteotti.
Gli Amissi del Piovego donano alla città lo "Studio di fattibilità" per lo stombinamento del Naviglio dalle Porte Contarine a Largo Europa, e chiedono alla città, nella persona del Sindaco Zanonato, di riaprire il tratto di canale Naviglio in Via Matteotti e in Largo Europa, attualmente coperto da tombinamento.Lo "Studio di fattibilità" (clicca qui per visionarne una sintesi) realizzato dal Dott. Ing. Pasquale Minuto, socio degli Amissi, coadiuvato dal Dott. Ing. Davide Voltan e dagli Amissi stessi, dimostra che è possibile riaprire il tratto di canale, consentendo di riattivare il funzionamento delle porte vinciane delle Porte Contarine.
L'operazione di stombinamento non è solo una operazione d'ingegneria. E' una operazione culturale di recupero della identità fluviale di Padova Città d'Acque. Operazione che ha notevoli e positive ricadute anche economiche. La possibilità di raggiungere in barca il centro città e di imbarcarsi è di stimolo ed è attraente per le attività commerciali e la promozione turistica. Rende la città più vivibile, più caratteristica.
Il canale Naviglio, a monte delle Porte Contarine, consente di percepire immediatamente la presenza dell'acqua fluviale padovana. Infatti il livello è più elevato di circa 2 metri rispetto al Piovego, proprio per il salto d'acqua regolato dalle Porte Contarine, antica porta fluviale cittadina. Le imbarcazioni saranno visibili ad altezza dei pedoni.
Lo Studio di fattibilità per la riapertura del Naviglio mantiene l'attuale mobilità automobilistica consentendo il traffico automobilistico e gli accessi carrabili.
Gli Amissi del Piovego si augurano che le forze economiche, prima che politiche, raccolgano l'invito a stombinare il tratto del Naviglio dalle Porte Contarine a Largo Europa e sono pronti a discutere i dettagli dell'operazione di riappropriazione della sua forza espressiva.
Nel 2000 il Genio Civile Padova-Regione Veneto aveva riaperto il tratto a valle delle Porte Contarine, con gli indiscutibili benefici che tutti possono ammirare e cogliere.
Il Comune di Padova è l'ente preposto all'operazione di stombinamento proposta dagli Amissi.
Agli amministratori locali, al Sindaco Flavio Zanonato, gli Amissi del Piovego chiedono di esprimersi favorevolmente sulla proposta di riapertura del Naviglio e porre in essere il progetto e la realizzazione.
L'articolo apparso sul Gazzettino di giovedì 28 gennaio :
«Tutti in barca in largo Europa»

di Massimo Zilio
Padova, si sa, è "città d'acque". Una definizione che per gli Amissi del Piovego, associazione che nel 2010 festeggia il trentennale, non solo non passa di moda, ma può addirittura essere rilanciata. Per questo è stato "regalato" alla città un piano di fattibilità per riaprire un tratto di Naviglio di circa 250 metri tra le Porte Contarine e largo Europa.
Il progetto è stato presentato dal presidente dell'associzione, Maurizio Ulliana, e realizzato dall'ingegnere Pasquale Minuto, che ha messo a frutto anche la lunga esperienza come dirigente del Comune di Venezia. Si tratterebbe di "stombinare" il tratto di via Matteotti che parte dalla conca alle Porte Contarine (primo tratto del progetto) e quindi il tratto di largo Europa fino ad arrivare all'incrocio tra corso Garibaldi e riviera dei Ponti Romani, dove fino agli anni Cinquanta continuava il suo corso il naviglio.
«Il senso di questa proposta è ridare forza espressiva alla città - spiega Ulliana - Oggi il naviglio non avrebbe più una funzione economica e di trasporto, ma può essere un valore importante di caratterizzazione della città, anche a livello turistico». Secondo gli Amissi del Piovego l'operazione potrebbe dare ulteriore impulso al turismo fluviale, che vede sempre più gruppi arrivare a visitare la Cappella degli Scrovegli, magari arrivando in barca da Venezia, lungo la riviera del Brenta. «Attraccando in via San Fermo sarebbe possibile arrivare comodamente fin sulle piazze», sottolinea Ulliana, che disegna così una sorta di "bateaux mouches" padovano.
Il progetto non prevede solo il semplice "stombinamento", ma anche lo spazio per una strada riservata alle auto in direzione centro da un lato e una ciclabile dall'altro. Uno degli obiettivi è anche rimettere in funzione la conca, che consente il sollevamento delle imbarcazioni, realizzata nel 1526. Una sorta di continuazione del lavoro iniziato nel 1999 con la riapertura del "mandacchio", l'area tra via Giotto e le Porte Contarine.
Il costo che sarebbe da sostenere, secondo lo studio di fattibilità, si aggira intorno ai 2,5 milioni di euro, a seconda delle opere complementari da intraprendere, come il riordino delle fognature.
Padova, si sa, è "città d'acque". Una definizione che per gli Amissi del Piovego, associazione che nel 2010 festeggia il trentennale, non solo non passa di moda, ma può addirittura essere rilanciata. Per questo è stato "regalato" alla città un piano di fattibilità per riaprire un tratto di Naviglio di circa 250 metri tra le Porte Contarine e largo Europa.
Il progetto è stato presentato dal presidente dell'associzione, Maurizio Ulliana, e realizzato dall'ingegnere Pasquale Minuto, che ha messo a frutto anche la lunga esperienza come dirigente del Comune di Venezia. Si tratterebbe di "stombinare" il tratto di via Matteotti che parte dalla conca alle Porte Contarine (primo tratto del progetto) e quindi il tratto di largo Europa fino ad arrivare all'incrocio tra corso Garibaldi e riviera dei Ponti Romani, dove fino agli anni Cinquanta continuava il suo corso il naviglio.
«Il senso di questa proposta è ridare forza espressiva alla città - spiega Ulliana - Oggi il naviglio non avrebbe più una funzione economica e di trasporto, ma può essere un valore importante di caratterizzazione della città, anche a livello turistico». Secondo gli Amissi del Piovego l'operazione potrebbe dare ulteriore impulso al turismo fluviale, che vede sempre più gruppi arrivare a visitare la Cappella degli Scrovegli, magari arrivando in barca da Venezia, lungo la riviera del Brenta. «Attraccando in via San Fermo sarebbe possibile arrivare comodamente fin sulle piazze», sottolinea Ulliana, che disegna così una sorta di "bateaux mouches" padovano.
Il progetto non prevede solo il semplice "stombinamento", ma anche lo spazio per una strada riservata alle auto in direzione centro da un lato e una ciclabile dall'altro. Uno degli obiettivi è anche rimettere in funzione la conca, che consente il sollevamento delle imbarcazioni, realizzata nel 1526. Una sorta di continuazione del lavoro iniziato nel 1999 con la riapertura del "mandacchio", l'area tra via Giotto e le Porte Contarine.
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