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23/02/2010

Il messaggio ecologista del Papa


Sabato 27 febbraio 2010 si è tenuta la Tavola Rotonda organizzata dagli Amissi : "Per la storia delle filosofie ambientaliste : il messaggio di Benedetto XVI in occasione della 43° giornata mondiale della Pace"
Categoria: Cultura
Postato da: presidente




Scarica la Lettera del Papa Benedetto XVI "Se vuoi costruire la Pace custodisci il Creato"


Contributo  di  Elio Franzin alla Tavola rotonda

Il documento del Papa Benedetto XVI del 1 gennaio 2010 è stato pubblicato in una fase molto difficile per il movimento ambientalista a livello mondiale. Il fallimento della conferenza internazionale di Copenaghen ha posto il movimento ambientalista mondiale davanti a tutti i suoi limiti culturali e politici e alle sue contraddizioni, limiti culturali e politici, contraddizioni che noi constatiamo quotidianamente anche nella vita della nostra piccola associazione.
Il documento del Papa Benedetto XVI contiene degli elementi utili per superare questa fase di grandi difficoltà per gli ecologisti dei vari e diversi orientamenti ?
Vediamo. Io ne propongo questa lettura.
Il documento papale elenca i sei maggiori fenomeni della crisi ecologica del pianeta :
-    i cambiamenti climatici
-    la desertificazione
-    il degrado e la perdita di produttività di vaste aree agricole
-    l’inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere, la perdita della biodiversità
-    l’aumento di eventi naturali estremi
-    il disboscamento delle aree equatoriali e tropicali .
Questi sei fenomeni, assieme ad altri, fanno apparire il mondo attuale esattamente come quel “mucchio di rifiuti sparsi a caso” dal quale Eraclito di Efeso, filosofio greco del V secolo avanti Cristo, aveva invitato di guardarsi, di evitare.
Questo degrado ambientale profila all’orizzonte delle “agghiaccianti prospettive” per tutti.
Mi pare difficile negare che questi sei fenomeni siano i maggiori fenomeni negativi dell’ambiente nel quale viviamo oggi.Da ciò la necessità secondo il Papa, l’urgenza della “lotta al degrado ambientale”. Bisogna “elaborare una risposta collettiva”. Ma per elaborare una risposta veramente collettiva è necessario fare i conti, in modo corretto, con tutti gli orientamenti del complesso movimento ecologista riconoscendo la loro legittimità. E’ evidente  che nell’ambito della risposta collettiva operano culture ecologiste diverse (laiche o di matrice religiosa) la cui efficacia viene giudicata in base alla loro capacità di trovare le risposte, di creare una pratica adeguata. Questa verifica vale per tutte le culture ecologiste compresa quella di matrice cattolica.Quali sono le cause della crisi ecologica del pianeta secondo Benedetto XVI ?
-    l’attuale ritmo di sfruttamento della natura;
-    la mancanza di progetti politici lungimiranti;
-    il perseguimento di miopi interessi economici.
Evidentemente il Papa non vuole supplire la mancanza di progetti politici e neanche sviluppare analisi economiche, mi pare.
Analisi economica e elaborazione di progetti politici lungimiranti sono campi di intervento dell’ambientalismo laico o di matrice religiosa e non direttamente della Chiesa cattolica o del Papa.
D’altra parte parte il Papa stesso invita a “riflettere sul senso dell’economia e dei suoi fini, per correggerne le disfunzioni e le distorsioni “.
Vediamo le indicazioni operative che offre il documento papale:
- la revisione profonda e  lungimirante del modello di sviluppo;
- la necessità del rispetto di norme ben definite anche dal punto di vista giuridico ed economico;
- tener conto della solidarietà dovuta a quanti abitano le regioni più povere della terra e alle future generazioni;
-  convertire il modello di sviluppo globale in una direzione più rispettosa nei confronti del creato;
- il cambiamento degli stili di vita applicando il  il principio di sussidiarietà;
- uscire dalla logica del mero consumo;
- l’affermazione dei “doveri verso l’ambiente”;
- “l’educazione ad una la diffusione della consapevolezza della responsabilità ecologica”.
Il documento papale conclude con l’affermazione che proteggere l’ambiente naturale è dovere di ogni persona.
La conclusione del documento papale ci riporta alla sua introduzione (paragrafo 2) :”lo sviluppo umano integrale è strettamente collegato ai doveri derivanti al rapporto dell’uomo con l’ambiente naturale”.
Questa è l’affermazione principale del documento papale.
E’ evidente che lo sviluppo umano integrale è un obbiettivo di lunghissima durata che si può raggiungere soltanto con strumenti coerenti non certamente con la violenza.
Si può ricorrere alla violenza soltanto in caso di autodifesa davanti ad una guerra di aggressione.
Per tutti gli ambientalisti la scelta della democrazia rappresentativa integrata da forme di democrazia partecipativa appare come obbligatoria.
Quanto al rapporto dell’uomo con l’ambiente naturale, si tratta di  un rapporto fondato su doveri e non scelte facoltative.
Chi non è coerente con i suoi doveri rinuncia alle sue qualità umane.
Bisogna rispettare “la legge morale naturale” la cui esistenza è affermata anche da orientamenti filosofici diversi da quello del Papa.
Gli orientamenti filosofici che hanno assunto lo “sviluppo umano integrale” come obbiettivo principale sono vari, uno di questi è quello rappresentato da Carlo Marx.
Ma sappiamo anche che la filosofia e la critica dell’economia di Marx sono state usate come copertura propagandistica di un mostruoso sistema totalitario, quello della Russia di Stalin.
Chi aderisce come il sottoscritto alla filosofia di Marx deve avere la modestia di ricominciare da capo sia l’analisi dell’imperialismo cioè della attuale dittatura internazionale del capitale bancario e finanziario, che distrugge la natura a livello mondiale, sia la formulazione di obbiettivi politici.
Nella scala degli obbiettivi la tutela della natura deve essere indicato come l’obbiettivo primario. Se continua l’attuale distruzione della natura, il confronto sul sistema economico diventa ozioso.
Che cosa lasceremo alle generazioni future ?
Il documento papale esprime una forte preoccupazione per le generazioni future, preoccupazione che dobbiamo condividere. A questo punto dobbiamo chiederci quali sono gli orientamenti culturali dominanti in Italia che bloccano un impegno ecologico adeguato alla rovina del paesaggio, del patrimonio artistico e storico alla quale stiamo assistendo passivamente ormai da anni ?
E per quel che ci riguarda direttamente quali sono gli orientamenti culturali dominanti nella nostra città che non sono certo quelli espressi dal Papa nel suo documento.
Da parte nostra intendiamo favorire la coscienza ecologica in modo che si sviluppi e maturi e continuare ad elaborare programmi ed iniziative concrete per la tutela delle acque, del verde e del patrimonio storico artistico a Padova, nel Veneto, in Italia.
















PRIMO PIANO


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Categoria: Voga alla Veneta

Grande festa lo scorso venerdì 17 luglio al Redentore di Noventa Padovana. L'intera flotta ha disceso il Piovego nel pomeriggio e sfilato sino a notte fonda onorando l'ospitalità degli amici di Noventa. Un nostro socio ha firmato un ricordo tutto speciale, per una giornata di voga da incorniciare.



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E' in rete il video-reportage della Longa Vogada Pordenone-Padova realizzato dal Comune di Pordenone. Immagini che ci riportano all'impresa di voga dell'anno andata in scena tra le acque veneto-friulane dal 6 al 9 maggio scorsi.
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Sabato 26 giugno 2010  avrà luogo lungo il Bacchiglione la manifestazione PADOVA CENTOREMI. Arricchirà la festa una competizione su mascarete a due remi riservata a vogatori della provincia di Padova over 60, denominata Coppa di San Michele.
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Categoria: Primopiano

Sono pubblicati e disponibili in libreria gli Atti dell'incontro di studio "Il Piovego - Dallo scavo del 1209 a oggi" tenutosi nell'aprile dello scorso anno in occasione degli 800 anni dallo scavo del canale cittadino. Il convegno ha visto l'intervento di un ensemble di illustri studiosi  (Grandis, D'alpaos, Ferrari, Prosdocimi, Franzin ecc...) che ha stilato una magistrale radiografia del Piovego, analizzandone sotto vari punti di vista la sua storia secolare.

CULTURA E IMPEGNO


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Categoria: Vogando e Svagando

Luglio 2010
: Ed Emery, il nostro amico polistrumentista nonchè presidente dei Friends of the Cam, ci manda i più cari saluti da Cambridge. L'annuale appuntamento di giugno che vedeva una delegazione degli Amissi "salpare" per le acque della cittadina britannica quest'anno è saltato. Ci rifaremo il prossimo anno...  


Categoria: Regate nel padovano

Sabato 19 giugno 2010 si è svolta la XXXI° edizione della Festa dell'Acqua nell'ambito della quale ha avuto luogo laRegata di San Giovanni di voga alla veneta. Tra gli scherzi metereologici (pioggia, vento, sole, ancora pioggia...) non sono mancati l'agonismo ai remi e il clima di festa con tanto di cena "ipogea" nello scenario spettacolare del bastione.





Categoria: Vogando e Svagando
Gli Amissi del Piovego nel pomeriggio di  sabato 12 giugno 2010 hanno attracchato le loro barche sull'argine del Piovego antistante Piazzale Boschetti  ed inaugurato simbolicamente il Parco Boschetti, per ribadire che l'area dovrà ritornare uno spazio verde di pubblica utilità.



Categoria: Regate nel veneziano

domenica 23 maggio
gli Amissi del Piovego erano in laguna a Venezia a vogare alla 36° edizione della Vogalonga, manifestazione storica nata per richiamare l'attenzione sul moto ondoso. 




Categoria: Regate nel veneziano
Ottavo posto che va stretto a Michelangelo e Tomas nella terza uscita stagionale, la scorsa domenica 16 maggio a Venezia - alla Regata della sensa (sposalizio del mare), sempre nella sezione Maciarele junior. Gara macchiata da roccambolesche fasi di voga e segnata da uno speronamento da cui i nostri escono illesi ma irrimediabilmente in ritardo. Ancora una volta dimostrano grinta e qualità al remo. A mancare sembra essere davvero soltanto il risultato.