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06/03/2010
Convegno: 30 anni degli Amissi del Piovego
Sabato 20 marzo 2010 Si è tenuto, in Sala Gasparini (Golena San Massimo), il Convegno di studio PADOVA E LE SUE ACQUE : DA VITTORIO ZONCA AD OGGI in onore dei trenta anni dell'Associazione.
Categoria: Cultura
Postato da: presidente
Convegno per i Trenta Anni degli Amissi del Piovego
Padova e le sue acque: Da Vittorio Zonca ad oggi

sabato 20 marzo 2010 - dalle 15.00 alle 19.00 -
presso la Sala Gasparini - Golena San Massimo
programma Convegno di studio
L’evoluzione del sistema idraulico cittadino dal Piano di P. Paleocapa ad oggi (R.Ferrari)
Il Castelvecchio e il Piovego (C. Grandis)
I brutali tombinamenti del canale dei Gesuiti e del Naviglio interno e la crisi dell’identità padovana (E. Franzin)
Una lunga e penosa storia : la realizzazione delle fognature (S. Gottardo-M. Acampora)
Il turismo fluviale sul Piovego: gli ostacoli (R. Toninato)
Le società di voga alla veneta e lo “spirito borghese” a Padova (R. Bettella)
La Scuola padovana di voga alla veneta V. Zonca (P. Micozzi)
Vittorio Zonca e il suo “Novo teatro di machine et edifici" (1607) (S. Costa)

Padova e le sue acque: Da Vittorio Zonca ad oggi

sabato 20 marzo 2010 - dalle 15.00 alle 19.00 -
presso la Sala Gasparini - Golena San Massimo
programma Convegno di studio
L’evoluzione del sistema idraulico cittadino dal Piano di P. Paleocapa ad oggi (R.Ferrari)
Il Castelvecchio e il Piovego (C. Grandis)
I brutali tombinamenti del canale dei Gesuiti e del Naviglio interno e la crisi dell’identità padovana (E. Franzin)
Una lunga e penosa storia : la realizzazione delle fognature (S. Gottardo-M. Acampora)
Il turismo fluviale sul Piovego: gli ostacoli (R. Toninato)
Le società di voga alla veneta e lo “spirito borghese” a Padova (R. Bettella)
La Scuola padovana di voga alla veneta V. Zonca (P. Micozzi)
Vittorio Zonca e il suo “Novo teatro di machine et edifici" (1607) (S. Costa)

Elio Franzin, presidente onorario nonchè tra i padri fondatori degli Amissi,
traccia un bilancio di quanto è stato fatto in questi 30 anni
e propone nuove mete per l' Associazione :
traccia un bilancio di quanto è stato fatto in questi 30 anni
e propone nuove mete per l' Associazione :
Sono passati trent’anni da quando è sorta l’associazione culturale ambientalista di Voga alla Veneta “Amissi del Piovego”. E gli Amissi vogliono approfittare dell’Anniversario per fare un bilancio della loro attività e anche per tentare una analisi del rapporto attuale della città con i suoi corsi d’acqua . Lo faranno nel Convegno di cui si è dato il programma qui sopra.
In trent’anni ci sono stati dei cambiamenti riguardanti i corsi d’acqua cittadini e gli Amissi hanno dato un loro contributo:
1- La rete fognaria è stata estesa al centro storico.
2- La Voga alla Veneta, emarginata al Bassanello e oltre, è ricomparsa in città.
3- Due belle scalinate sono state riportate alla luce al Portello Nuovo.
4- La conca delle Porte Contarine è stata riaperta e il tratto terminale del Naviglio interno è stato stombinato.
5- La golena comunale di San Prosdocimo è stata recuperata ed è diventata il luogo delle attività di alcune associazioni.
6- E’ stato collocato un bel leone di San Marco ai piedi del bastione del Portello Nuovo.
7- E’ stata recuperata la cavana del Castelnuovo.
8- Fra qualche settimana la galleria sotterranea, “Galleria del Soccorso”, che collega il Bastione del Portello Vecchio al Castelnuovo, sarà tutta illuminata e percorribile.
Ma può bastare ? Gli Amissi dicono proprio di no.
Qualcuno potrebbe dire che i risultati ottenuti, rispetto all’impegno profuso dagli Amissi, sono molto modesti. E forse è cosi. Ma bisogna tenere conto della situazione nella quale si trovavano i corsi d’acqua padovani nel 1980. Padova non ha mai avuto un rapporto facile con le sue acque. Non è la città di un solo fiume, come può sembrare. E’ la città del Bacchiglione, ma anche del Brenta, che vi invia le sue acque tramite il canale della Brentella.
Troppa grazia Sant’Antonio...!
Per decine di secoli vi sono state inondazioni annuali di vari quartieri del centro storico. Il Canale Scaricatore ha allontanato le acque dal centro storico soltanto dopo il 1930. Per secoli la paura è stata uno degli elementi del rapporto della città con le sue acque. In questo contesto culturale, agli inizi degli anni Cinquanta del Novecento, sono stati tombinati i canali: dei Gesuiti, delle Acquette o dell’Olmo, l’ Alicorno e il tratto del Naviglio interno dal ponte romano di San Lorenzo fino alla Conca delle Porte Contarine. Il tratto del Naviglio interno fra Ponte S. Lorenzo e Ponte delle Torricelle è stato tombinato con una decisione unanime di tutto il Consiglio comunale.
Il consigliere comunale del PCI on. Franco Busetto è allora intervenuto per chiedere che il tombinamento proseguisse fino al ponte Luca Belludi.
Il tombinamento del Naviglio Interno è stato progettato dal docente universitario prof. Francesco Marzolo, che era stato per anni presidente della Rari Nantes.
C’è una spiegazione se in questi trent’anni di attività gli Amissi del Piovego hanno ottenuto soltanto i risultati sopra elencati ?
Oggi gli “Amissi del Piovego” pensano che, piuttosto che piangere sulla storia del rapporto di Padova con i suoi corsi di acqua, è più utile indicare quali sono i problemi oggi da risolvere.
I problemi sono essenzialmente quattro:
1- Il completamento della rete fognaria cittadina.
2- La classificazione come “Canale Navigabile” del tratto del Piovego dal ponte di Sant’Agostino fino a ponte Molino.
3- Lo stombinamento del canale Alicorno, come parte integrante del Pra’ della Valle.
4- Lo stombinamento del canale dei Gesuiti, nell’ambito dell’operazione di trasferimento dell’attuale ospedale.
Ma c’ è un problema ancora più urgente da affrontare:
bloccare la costruzione del megamostro di cemento – l’ Auditorium - su piazzale Boschetti, piazzale che i piani regolatori di Luigi Piccinato avevano destinato a verde pubblico.
Elio Franzin
Presidente onorario
degli “Amissi del Piovego”
15 marzo 2010
In trent’anni ci sono stati dei cambiamenti riguardanti i corsi d’acqua cittadini e gli Amissi hanno dato un loro contributo:
1- La rete fognaria è stata estesa al centro storico.
2- La Voga alla Veneta, emarginata al Bassanello e oltre, è ricomparsa in città.
3- Due belle scalinate sono state riportate alla luce al Portello Nuovo.
4- La conca delle Porte Contarine è stata riaperta e il tratto terminale del Naviglio interno è stato stombinato.
5- La golena comunale di San Prosdocimo è stata recuperata ed è diventata il luogo delle attività di alcune associazioni.
6- E’ stato collocato un bel leone di San Marco ai piedi del bastione del Portello Nuovo.
7- E’ stata recuperata la cavana del Castelnuovo.
8- Fra qualche settimana la galleria sotterranea, “Galleria del Soccorso”, che collega il Bastione del Portello Vecchio al Castelnuovo, sarà tutta illuminata e percorribile.
Ma può bastare ? Gli Amissi dicono proprio di no.
Qualcuno potrebbe dire che i risultati ottenuti, rispetto all’impegno profuso dagli Amissi, sono molto modesti. E forse è cosi. Ma bisogna tenere conto della situazione nella quale si trovavano i corsi d’acqua padovani nel 1980. Padova non ha mai avuto un rapporto facile con le sue acque. Non è la città di un solo fiume, come può sembrare. E’ la città del Bacchiglione, ma anche del Brenta, che vi invia le sue acque tramite il canale della Brentella.
Troppa grazia Sant’Antonio...!
Per decine di secoli vi sono state inondazioni annuali di vari quartieri del centro storico. Il Canale Scaricatore ha allontanato le acque dal centro storico soltanto dopo il 1930. Per secoli la paura è stata uno degli elementi del rapporto della città con le sue acque. In questo contesto culturale, agli inizi degli anni Cinquanta del Novecento, sono stati tombinati i canali: dei Gesuiti, delle Acquette o dell’Olmo, l’ Alicorno e il tratto del Naviglio interno dal ponte romano di San Lorenzo fino alla Conca delle Porte Contarine. Il tratto del Naviglio interno fra Ponte S. Lorenzo e Ponte delle Torricelle è stato tombinato con una decisione unanime di tutto il Consiglio comunale.
Il consigliere comunale del PCI on. Franco Busetto è allora intervenuto per chiedere che il tombinamento proseguisse fino al ponte Luca Belludi.
Il tombinamento del Naviglio Interno è stato progettato dal docente universitario prof. Francesco Marzolo, che era stato per anni presidente della Rari Nantes.
C’è una spiegazione se in questi trent’anni di attività gli Amissi del Piovego hanno ottenuto soltanto i risultati sopra elencati ?
Oggi gli “Amissi del Piovego” pensano che, piuttosto che piangere sulla storia del rapporto di Padova con i suoi corsi di acqua, è più utile indicare quali sono i problemi oggi da risolvere.
I problemi sono essenzialmente quattro:
1- Il completamento della rete fognaria cittadina.
2- La classificazione come “Canale Navigabile” del tratto del Piovego dal ponte di Sant’Agostino fino a ponte Molino.
3- Lo stombinamento del canale Alicorno, come parte integrante del Pra’ della Valle.
4- Lo stombinamento del canale dei Gesuiti, nell’ambito dell’operazione di trasferimento dell’attuale ospedale.
Ma c’ è un problema ancora più urgente da affrontare:
bloccare la costruzione del megamostro di cemento – l’ Auditorium - su piazzale Boschetti, piazzale che i piani regolatori di Luigi Piccinato avevano destinato a verde pubblico.
Elio Franzin
Presidente onorario
degli “Amissi del Piovego”
15 marzo 2010
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Categoria: Voga alla Veneta

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Categoria: Primopiano
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Categoria: Regate nel padovano
Categoria: Vogando e Svagando
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Categoria: Regate nel veneziano
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