Stampa questa pagina

Il piano - guida del Comune


da IL  MATTINO  DI  PADOVA

Martedì  9 gennaio  2007

di  Ernesto  Milanesi



E' chiuso nel cassetto della giunta Zanonato da quasi nove mesi. Un masterplan firmato dall'architetto Sergio Crotti, che ridisegna il «sistema Prato della Valle». O meglio, immagina il futuro dell'area dietro l'ex Foro Boario: dall’ attuale parcheggio al velodromo Monti, dallo.stadio Appiani fin a ridosso della cinta muraria. Lo studio-progetto consegnato al Comune si articola in tre differenti soluzioni. Ipotesi ben diverse, su cui deve esprimersi l'Amministrazione. Urbanisticamente, la competenza spetta all'assessore Luigi Mariani. Per gli impianti sportivi, decide il vice sindaco Claudio Sinigaglia. Ma il futuro del Pra' riguarda direttamente anche l' assessore Luisa Boldrin (alle prese anche con la «ristrutturazione» del complesso dell'Antonianum). In ogni caso, l' ultima parola spetta - come sempre -al sindaco Flavio Zanonato. In ogni caso le suggestioni di Crotti non possono restare "monopolio" di palazzo Moroni. E' fuori discussione che serve un ampio, partecipato e sereno dibattito sul futuro possibile del «cuore» di Padova. La  città deve potersi esprimere. Dunque, ha bisogno di essere informata.

Il dossier è depositato in via Sarpi al  Settore PianificazioneTerritoriale, che  continua ad essere diretto dall'architetto Gianfranco Zulian. E' raccolto in tre fascicoli con 32 tavole a colori. Lo studio Crotti si è misurato con la «ricognizione e lettura dell'assetto  attuale»,  ha poi illustrato sette gradi di intervento per ipotizzare al Comune tre differenti «scenari insediativi» (ipotesi A, B e C che sono evidenziate qui sotto).

Il «sistema Prato della Valle» significa 34.317 metri quadri di superficie lastricata, 18.580 m2 di verde e 6.042 d'acqua. Nell'area dell'ex Foro Boario ci sono 75 alberi e 1.977 metri quadri di superficie del «frontone» cui bisogna aggiungere i 10.596 del velodromo Monti e gli altri 15.410 dello stadio Appiani. In  questo contesto Crotti parte dal «grado zero»: la mera riqualificazione del parcheggio Rabin, il restauro del frontone e il miglioramento dell'immagine urbana. Poi però l'architetto si spinge dalla  «soluzione arancio» (prettamente conservativa) verso i colori rosso, viola e blu. Sono le gradazioni che contraddistinguono via via gli interventi strutturali sull'attuale assetto dell'intera area. Così si abbozza un piano di parcheggio interrato davanti al velodromo. Il park in versione underground raddoppia, mentre si pedonalizza l'area senza intaccare la viabilità. Poi si demoliscono le tribune dell'Appiani e si «connette» il verde del Pra' con le mura lungo via 58° Fanteria. L'architetto si spinge fino a immaginare lo stombinamento del canale Alicorno, la demolizione dell'Appiani e la permanenza del solo «sedime» del Monti, il «parco lineare attrezzato». Insomma, nessun diktat architettonico. Anzi, un ventaglio di soluzioni che meritano attenzione e soprattutto un vero confronto nel merito.  Tanto più che Crotti, nelle tre ipotesi suggerite alla giunta Zanonato, non esita a sbilanciarsi nel tratteggio di spazi edificati, connettivi e aperti. Il suo piano-guida battezza  «Forum della Valle» (ipotesi A) un complesso con residenza speciale, il Museo intitolato a Galileo e un «ostello per il turismo religioso». D'altro canto si intravvede la «Galleria del Prato» con attività commerciali, spazi pubblici e food court  (ristorazione, in sostanza). Con lo stesso criterio, ecco il «Giardino d'inverno» con  l'Arena all'aperto, la ludoteca e la biblioteca di quartiere. E Crotti salva i nomi degli impianti sportivi, che subiscono una specie di «ristrutturazione»: Centro Appiani e Pala-Monti. Il primo è un «padiglione per l'aggregazione giovanile», Civic Hall e servizi di quartiere. L'altro incarna  l'«agorà polivalente» ovvero uno spazio che tiene insieme sport indoor, eventi, commercio. Lo studio infine "modula” anche il verde. Il Pra' finisce per «allungarsi»  fino  al  Parco delle mura, mentre il  corso d'acqua lungo l'area Foro Boario rispecchia l’ isola Memmia verso i bastioni. A distanza di quasi 9 mesi dalla consegna degli elaborati, la giunta Zanonato non si è ancora espressa ufficialmente. Da oggi, comunque, il dibattito in città  sul futuro del «sistema Prato della Valle» è comunque in  grado di decollare.

Presentazione dello STUDIO

Lo Studio è firmato dall'architetto Sergio Crotti, 68 anni, direttore del seminario internazionale di progettazione al Policlinico di Milano, che insegna anche a Mendrisio. Crotti ha lavorato con l'architetto Gabriele Cappellato e l'ingegner Dario Vanetti. L'incarico del Comune (per 97.920 euro) riguardava il «sistema Prato della Valle»: risale al 10 maggio 2005 con la delibera di giunta, mentre il disciplinare di incarico è datato 6 luglio 2005. Il 7 dicembre 2005 lo studio-progetto era stato presentato a Palazzo Moroni nelle sue linee guida essenziali. Lo studio Crotti  aveva poi spedito da Milano il fascicolo con le tre ipotesi elaborate, con i «documenti di sintesi» e con i criteri per la «modulazione» delle scelte. Era il 12 aprile 2006. Il masterplan del Pra'  prevede anche una fase due.

PROPOSTA  “DRASTICA”

IL TESSUTO E LE CORTI. E' l'ipotesi A, la più «forte», anche dal punto di vista dell'impatto: 135 mila metri cubi edificabili con indice 1,78 e ben 1.415 posti auto nei parcheggi (di cui 423 privati). In particolare, spiccano i 4.544 metri quadri destinati al Palarena e al Museo Galileiano. Ma nel disegno dell'ipotesi A ben 6.821 metri quadri sono destinati alla residenza speciale, con conseguente «rafforzamento» del park. La percentuale destinata al terziario pubblico e alla cultura si ferma   all'  8%. E viene previsto anche un elemento diverso rispetto alle altre due soluzioni: Sport & HealthCentre.

PROPOSTA  “MEDIA”

LE CORTINE E LE PIAZZE. E' l' ipotesi B che si configura come una sorta di mediazione: l'indice di edificabilità scende a 1,43 per un volume di 108 mila metri cubi. Sparisce il «centro benessere», mentre si prospetta una specie di "pettine" alle spalle della facciata dell'ex Foro Boario. Da un lato, il terminal con gli spazi ricettivi e quelli del terziario. Di fronte, il Museo Galileiano,la residenza speciale (6.518 metri quadri) e i negozi. Anche i parcheggi si contraggono (948 posti, di cui 600 pubblici), lasciando "respirare" il verde verso le mura. In questo modo sale al 21 % la percentuale dell'ostello destinato al turismo religioso.

PROPOSTA  “LEGGERA”

I PORTICATI E I GIARDINI. E' l'ipotesi C, decisamente più soft da ogni punto di vista. L'indice si abbatte a 1,07; la superficie interessata è ridotta a 27 mila metri quadri; la volumetria si fèrma a 81 mila metri cubi. Insomma, resta lo «scheletro» del disegno complessivo. Per di più disposto parallelamente alla quinta dell'ex Foro Boario e con il "giardino d'inverno" aperto fra le mura e un canale. Impatto drasticamente ridotto ai minimi termini, piazze coperte e gallerie che dialogano a tutto tondo con il tratto architettonico verde. La residenza speciale è a 4.858 metri quadri con 899 posti auto complessivi.