Voga alla Veneta
Lo scenario è la laguna veneta: non quella che si conosce oggi, ma più cruda, più desertica, fatta di paludi, intersecata da isolotti divisi solo da rivoli fangosi: velme, ghebbi e barene. E’ in questo luogo che s’insediò lentamente un’esigua popolazione dedita alla pesca e alla produzione del sale. E’ qui che all’inizio del V Secolo trovarono rifugio gli abitanti dell’entroterra, preferendo le scomodità d’isolette, spesso malsane, all’impatto delle incursioni dei barbari. Le isolette lagunari - difficili da raggiungere e piene di secche insidiose per le navi - erano un sicuro riparo. I nuovi abitanti della laguna veneta - chiamati “Venetici” per distinzione dai “Veneti” che abitavano il vicino entroterra - furono poi chiamati “Veneziani”. Il complicato modo di destreggiarsi tra gli isolotti attraverso canali, che formavano un vero labirinto, costrinse gli abitanti alla creazione di speciali natanti a fondo piatto, per evitare le secche, e un modo di vogare in piedi, per poter vedere dove dirigersi. Nacque così la cosiddetta “Voga alla Veneta” e sorsero le varie imbarcazioni che col tempo avrebbero finito per dar vita ad una vera e propria flotta, imbarcazioni variegate così definite in dialetto: Bàtele, Balotine, Sàndoli, Sampieròte, Mascaréte, Caorline, Buranèle, Còfani, S-cioponi, Peate, Gondole, Valesane.
Quindi, la necessità di ben vedere dove ci fossero fondali sufficienti, costrinse queste popolazioni a vogare in piedi e rivolti verso avanti alla "valesana" (vogata di valle da pesca: con due remi incrociati) per avanzare diritti. Più tardi con un remo solo, per poter passare nei più ristretti canali veneziani. Per facilitare quest’ultima vogata si rese necessario il fianco asimmetrico, che dopo una sperimentazione di secoli finì per caratterizzare la “gondola”. L’esigenza infine di poter muovere con libertà il remo, affinchè non s’impigliasse sui bassi fondali o sui bordi dei canali, impose la scalmiera aperta, evolutasi fino all’odierna “forcola ”. Per le stesse ragioni si rinunciò al timone, sostituito con gran perizia proprio dal “remo”. Una strofa di una vecchia poesia recitava:
Una volta tra le isole in laguna
se doveva pur andar:
per andarghe usansa antica
gera metterse a vogar ...
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